IL TERRITORIO
Gonnesa è un comune della provincia del Sud Sardegna, situato nella regione storico-geografica di Cixerri, nella Sardegna sud-occidentale. Con una popolazione di circa 4.500 abitanti, il suo territorio si estende dalla costa, affacciandosi sul Golfo del Leone, fino alle aree interne caratterizzate da rilievi collinari, una fertile piana costiera dell’Iglesiente. La fascia costiera è caratterizzata da lunghe spiagge sabbiose, come Fontanamare, Plag’e Mesu e Porto Paglia, delimitate a nord dal promontorio roccioso di Nebida (in comune di Iglesias) e a sud da quello di Porto Paglia. Alle spalle delle spiagge si estende una piana alluvionale, in parte bonificata, creata dai depositi dei corsi d’acqua che scendono dalle colline interne, come il Rio Ollastu e il Rio Fenugu. Questa piana è intensamente coltivata. L’entroterra è dominato da colline di modesta altitudine (200-400 metri), costituite da rocce paleozoiche (scisti, calcari) e, in misura minore, da coperture vulcaniche cenozoiche. Anche il territorio di Gonnesa è stato interessato da un’intensa attività estrattiva, soprattutto carbonifera (miniera di Seruci) e metallifera (piombo, zinco), i cui resti sono ancora visibili nel paesaggio (pozzi, discariche, villaggi operai). La geologia calcarea ha favorito la formazione di alcune grotte. La vegetazione è costituita da macchia mediterranea, pinete costiere (frutto di rimboschimenti) e aree agricole. Il clima è mediterraneo, con estati calde e ventilate e inverni miti. La vicinanza al mare modera le temperature. Il sistema dunale retrostante alcune spiagge è di notevole interesse naturalistico. Il piccolo porto peschereccio di Porto Paglia, con la sua antica tonnara, testimonia una tradizionale attività legata al mare. Il territorio comunale include anche importanti aree umide costiere, come lo stagno di Sa Masa, frequentato da avifauna. La presenza di nuraghi e altri siti archeologici indica una lunga storia insediativa.

CULTURA E TRADIZIONI
Il toponimo “Gonnesa” deriverebbe dal latino “gon(n)-“, che significa “monte” o “altura”. La storia del comune è profondamente legata all’attività mineraria, con l’area che è stata sede di importanti miniere di piombo, zinco e carbone, come testimoniato dai villaggi minerari di Normann e Nuraxi Figus e dai complessi minerari di Monte Onixeddu e Seddas Modditzis. Gonnesa offre un ricco patrimonio archeologico, inclusi numerosi nuraghi e il vasto complesso nuragico di Seruci.
Gonnesa, con il suo territorio che si estende dalla costa con ampie spiagge fino alle colline dell’Iglesiente, ha una storia socio-culturale legata sia al mare che all’attività mineraria, in particolare quella carbonifera di Seruci. Il lavoro prevalente si è trasformato nel tempo: dall’agricoltura nella fertile piana costiera e dall’estrazione mineraria, oggi l’economia si orienta maggiormente verso il turismo balneare (spiagge di Fontanamare, Plag’e Mesu, Porto Paglia) e i servizi ad esso collegati. L’agricoltura (orticoltura, cerealicoltura) e l’allevamento nelle zone interne mantengono un ruolo. L’artigianato è limitato ma può includere prodotti legati alla tradizione locale. La riconversione dei siti ex-minerari, come Seruci, in aree di interesse culturale o per nuove attività produttive è un processo in corso.
Le sagre e feste ricorrenti più importanti includono la festa patronale di Sant’Andrea Apostolo a fine novembre. Durante l’estate, le località costiere si animano con feste e sagre, come la “Sagra del Pesce” a Porto Paglia o eventi che valorizzano i prodotti agricoli locali. Commemorazioni legate al passato minerario, come quella di Santa Barbara, possono essere osservate, data l’importanza della miniera di Seruci. La vecchia tonnara di Porto Paglia, sebbene non più attiva, è un luogo carico di storia che talvolta ospita eventi culturali.
Le tradizioni, usi e costumi riflettono questa duplice anima. La cucina costiera offre piatti a base di pesce fresco, mentre quella dell’entroterra è più legata ai prodotti della terra e della pastorizia. Le storie dei minatori e dei pescatori si intrecciano nel racconto popolare. Il dialetto è il campidanese. Le tradizioni religiose sono sentite, con processioni e feste patronali. La cultura del lavoro, sia esso legato alla terra, al mare o alla miniera, ha forgiato il carattere della comunità. Oggi si assiste a un crescente interesse per la valorizzazione del patrimonio storico-industriale e naturale, con lo sviluppo di percorsi escursionistici e attività di turismo sostenibile. La presenza di pinete costiere e zone umide arricchisce il patrimonio naturalistico e culturale.




