IL TERRITORIO
Siliqua è situato nella valle del Rio Cixerri, in una posizione di transizione tra la piana del Campidano a est e le montagne dell’Iglesiente a ovest. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante e collinare. La parte orientale e meridionale del comune è occupata dalla fertile piana alluvionale del Cixerri, intensamente coltivata. Verso ovest e nord, il terreno si innalza gradualmente, con colline che rappresentano le prime propaggini del sistema montuoso dell’Iglesiente e del Monte Arcosu. Geologicamente, la piana è costituita da depositi alluvionali quaternari, mentre le colline sono formate da rocce paleozoiche (scisti, arenarie) e da coperture vulcaniche cenozoiche. Il Rio Cixerri e i suoi affluenti (come il Rio d’Oridda) attraversano il territorio, fornendo acqua per l’irrigazione e modellando il paesaggio. L’agricoltura è l’attività economica predominante, con coltivazioni cerealicole, orticole, foraggere e vigneti. Anche l’allevamento è diffuso. La caratteristica geografica e storica più importante di Siliqua è il Castello di Acquafredda (o di Siliqua), un’imponente fortezza medievale costruita su un colle vulcanico (cono trachitico) che domina la valle del Cixerri. Questo colle, di origine vulcanica, rappresenta un neck, ovvero il residuo di un antico camino vulcanico messo a nudo dall’erosione. La vegetazione nelle aree collinari è costituita da macchia mediterranea, olivastri e boschetti di leccio. Il clima è mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti. La posizione nella valle del Cixerri rende l’area soggetta a una buona ventilazione. Il territorio comunale comprende anche parte della foresta demaniale di Monte Arcosu-Piscinamanna, un’importante area naturalistica. Numerosi siti archeologici, tra cui nuraghi e resti romani, testimoniano l’antica importanza strategica e agricola della zona.
CULTURA E TRADIZIONI
Siliqua, situata nella fertile valle del Cixerri e dominata dal Castello di Acquafredda, ha un’identità socio-culturale legata alla sua storia medievale e alla sua vocazione agricola. Il lavoro prevalente è l’agricoltura, con coltivazioni cerealicole, ortofrutticole (rinomate le pesche), foraggere e vigneti. L’allevamento, soprattutto ovino e bovino, è un’altra attività importante. Il settore dei servizi e del commercio serve la comunità locale. Il turismo è in crescita, attratto principalmente dal Castello di Acquafredda, ma anche dalle aree naturalistiche circostanti (parte del Parco del Sulcis) e dall’agriturismo.
Le sagre e feste ricorrenti più importanti sono la festa patronale di San Giorgio Martire ad aprile. Un evento di rilievo è la “Sagra delle Pesche” in estate, che celebra uno dei prodotti agricoli di eccellenza del territorio. Manifestazioni ed eventi culturali, talvolta a tema medievale, si svolgono presso il Castello di Acquafredda o nel centro abitato, valorizzando il patrimonio storico.
Le tradizioni, usi e costumi sono quelli tipici del mondo rurale campidanese, arricchiti dalla memoria storica legata al castello e al periodo giudicale. La cucina è basata sui prodotti della terra: piatti a base di verdure, legumi, carni, pasta fresca, pane fatto in casa e dolci tradizionali. Le tecniche agricole e di allevamento tradizionali sono ancora praticate. Il dialetto è il sardo campidanese. Le feste religiose sono molto sentite. Il Castello di Acquafredda, legato alla figura del Conte Ugolino della Gherardesca citato da Dante, è un forte simbolo identitario e fonte di leggende e racconti popolari. La comunità è attiva nella promozione del proprio patrimonio storico e naturale.



