Dolci colline, altopiani e vallate così ampie da perdersi con lo sguardo, spettinate dal vento e riscaldate dal sole quasi tutto l’anno. Così svela il suo volto la Trexenta, terra fertile e comunità operosa fin dall’antichità. Lo testimoniano i reperti archeologici come domus de janas decorate con disegni a rilievo e nuraghi su tutto il territorio – solo Guamaggiore ne ha 25 -, lo conferma l’appellativo di “granaio di Roma” dato al capoluogo Senorbì durante l’Impero Romano e lo rafforza l’abbondanza, tutt’oggi, di prodotti d’eccellenza come l’olio, il vino e il formaggio e, naturalmente, sua maestà il grano, a cui Ortacesus ha persino dedicato un museo.
Di terra e mani sanno anche i centri storici, con le tipiche case in ladiri e i maestosi portali, le viuzze in ciottolato e le numerose chiese (Gesico, per esempio, ne ha sette). Anche la cultura e le tradizioni popolari, fra le docili curve della Trexenta, narrano di un popolo fortemente legato alle proprie origini: sempre a Gesico, a ottobre, si svolge la sagra della lumaca, con degustazioni, musica e l’originale Corsa delle lumache, mentre Guasila, ad agosto, organizza la suggestiva Caccia alla giovenca, in cui gli scapoli sono chiamati a catturare un vitello afferrandolo per le corna. Selegas, invece, affida il racconto della vita agropastorale ai murales sparsi in tutto il paese, numerosi e particolarmente affascinanti.
Chi ama il turismo lento e in perfetta sintonia col territorio, non può perdersi passeggiate ed escursioni in kayak o canoa sul lago Mulargia, incastonato fra i monti e circondato da lecci e oleandri: è sufficiente affacciarsi a uno dei punti panoramici di Siurgus Donigala per lasciarsi inebriare dalla sua bellezza. E ricco di fascino è anche Mandas, tanto da avere indotto persino lo scrittore inglese David Herbert Lawrence a elogiarlo in “Sea and Sardinia” durante il suo soggiorno: dai palazzi dell’antica nobiltà all’ex convento degli Scolopi passando per antiche chiese e gogne medievali, tutto qui diventa poesia, specie al tramonto sulle fertili vallate solcate dal trenino verde.

